The next President of Usa

novembre 6, 2008
Barack Obama - 44° Presidente degli Stati Uniti.

Barack Obama - 44° Presidente degli Stati Uniti.

Barack Obama è il 44° presidente degli Stati Uniti d’America.

Molte cose sono state scritte su di lui. In Italia e in Europa e nel mondo Arabo, semplici cittadini o politici di qualsiasi credo, hanno condiviso durante la campagna elettorale, le sue idee, il suo pensiero. Adesso, che tutti speravano in nella sua elezione, quella euforia dietro ai suoi ideali, possa tradursi in fatti e non solo in parole.

Il suo motto, è  Change We Need,  la parola più importante è We che significa Noi, che sta proprio al centro della frase, e alle estremità ci sono il cambiamento la necessità di farlo.

Per questo non può farlo da solo, lui Obama avra gli strumenti per attuare questo cambiamento, ma Noi da cittadini del mondo non dobbiamo solo sostenerlo ma aiutarlo. Non aspettiamoci chissa quale rivoluzione, dobbiamo essere tutti cittadini del mondo, artefici del cambiamento del nostro stile di vita, nel rapporto con gli altri, nelle vita, nelle nostre città, nelle economia ecc. e non solo i grandi ricchi, ma tutti, borghesi operai e datori di lavoro, affittuari, calciatori, bidello, colf, cameriere, barista, commerciante, …. tutti il popolo di questo Mondo. 

We are the World, (Great Song)

Ognuno di Noi è parte di questo Mondo e deve anteporre a ogni sua azione, non il suo interesse ma l’interesse della nazione del Mondo, speciamante nei rapporti con gli altri per il lavoro che svolge, o il servizio che rende ha un influneza sulla vita reale, presente e futura di una nazione, o un popolo.

Se analizzate con attenzione ogni vostro comportameto nella vita di ogni giorno, il vostro lavoro, la vostra vita sociale non troverete niente che non sia strettamente legato alla vita di una altra persona, sia nel campo ecomomico, commerciale, educativo e sanitario…

Yes, we can”

Per quanto riguara l’Italia ho scritto molto sulla vita sociale, e politica in passato in queste pagine, mi merito solo a questa traduzione di un discorso di Obama:

In una settimana, voi potete mettere fine alla politica che divide il Paese pur di vincere un’elezione, che mette regioni contro regioni, città contro città, repubblicani contro democratici, che ci offre paura in un tempo nel quale abbiamo bisogno di speranza”.
Non c’è nessuna ragione per cui non possiamo fare di questo secolo un altro secolo.
Occorre una nuova direzione, una nuova politica, che mobiliti i nostri spiriti migliori e non i nostri peggiori istinti. Non abbiamo bisogno di un governo più grande o più piccolo, ma di un governo migliore e più competente. Una settimana per scegliere la speranza sulla paura, l’unità sulla divisione, la promessa del cambiamento sul potere dello status quo, per ritrovarci insieme come una nazione ed un popolo e raccontare ancora una volta la nostra storia migliore.

Quanto queste dichiarazioni sono aderenti alla nostra realtà italiana, la politica e le sue scelte, soprattutto destra e sinistra, tangentopoli che non è mai finita ed sempre esistita, muro contro muro, ed anche per la storia di un recente passato che tornato alle cronache con il Film Miracolo a S. Anna .

Io ho sperato nelle recenti elezioni un cambamento ma è avvenuto solo in parte; sono scoparsi dalla vita politica gli estremi ed il signori del no, del contrario di  tutto e del non fare dei diritti ma dei pochi doveri, ma siamo arrivati ad una cultura del non ascoltare, dobbaimo imparare ad ascoltare comprenderci, e incontrarci.

“The difference between what we do and what we are capable of doing would suffice to solve most of the world’s problem.” – “La differenza tra ciò che facciamo e ciò che siamo capaci di fare sarebbe sufficiente a risolvere la maggior parte dei problemi del mondo.” – Gandhi

Per cambaire il mondo, un paese e una nazione, si inizia a cambiare noi stessi con le nostre azioni siamo gli artefici del cambiamento, delle rivoluzioni, solo La gente può cambiare. (cfr. articolo 27 nov 2007).

Nickfree


Miracolo a S. Anna

ottobre 16, 2008

Ieri sera sono stato a vedere il Film Miracolo a S. Anna, non vedo tutte le polemiche che sono sorte in questi giorni sul film.

Io sono nato e cresciuto proprio in quelle zone, il film riflette la vita della gente della Versilia e della Garfagnana negli anni 20-30 -40. Mi sembra costruito benissino e non ho visto quella accozzaglia di tempi e modi cui alcuni “critici” cinematografici avevano sostenuto, che vadano a piantar patate.

Per quanto riguarda il problema della verità storica, io ritengo che sia giunto il momento che i partigiani ammettino che alcuni di loro, durante la guerra civile, insorta nella Seconda Guerra Mondiale in Italia, abbiano fatto il doppio gioco.  Di fatto che mio nonno all’epoca aveva 17 anni era a combattere al fronte a Cassino, scappo dal fronte e fu incarcerato a Firenze come disertore,  liberato poi dagli americani ritorno in Versilia.  Nel mio paese nei giorni precedenti l’eccidio il 10 agosto 1944 furono fucilate 12 persone, ed il nonno di mia madre fu salvato dalla fucilazione propio da un Tedesco. Ho sempre sentito dire da mio nonno che sicuramente i partigaini ingannarono gli abitanti di S. Anna, e che per arrivarci qulcuno conosceva bene le strade e chiusero ogni via di fuga. Anche alcuni sopravvisuti  anche se all’epcola erano più che banbini, confermano che tra le truppe tedesche vi era un italiano con accento versiliese un partigiano sicuramnte che faceva il doppio gioco, andate a rileggervi i Verbali del processo. 

Sta di fatto che sicuramente  il film una parte della verità la racconta , ma come tutte le  verità sono scomode.

Comunque all’inizio del Film lo spiega benissimo non si tratta di un film o documentario storico. 

Sarebbe auspicabile che prima o poi qualcuno in Italia faccia anche un “mea colpa” perchè sicuramente tante stragi Naziste si potevano evitare.  

Non tutti i Nazzisti erano dei pazzi assassini, non tutti i partigiani erano onesti e santi.

Dobbiamo dare onore ad un regista americano come Spike Lee di aver parlato di questo, noi preferiamo insabbiare.