Italia ed economia mondiale

Credo che sia inevitabile la recessione come ho gia scritto in un post precedente vedi credo che siamo molto vicini,  l’inarrestabile prezzo del petrolio che pesa moltissimo sulle nostre bilance econimiche, soprattutto per i trasporti 90% e su gomma, e poi il fabbisogno energetico e tutto legato al petrolio, per l’energia elettrica, non abbiamo fonti rinovabili e nucleare che ci avrebbero diminuito di molto la bolletta energetica, i mutui e affitti troppo pesanti che influiscono sull’economia delle famiglie e di chi sta solo, il costo immobiliare è troppo alto.

Un ecomomista americano che aveva predetto la recessione e la crisi dei mutui, ha dichiarato che Se gli usa (1/4 dell’economia mondiale) sono in recessione sicuramente anche gli altri paese ne risentirano, l’ha spiegato con una metafora, se gli usa prendono uno starnuto sicuramente l’europa e l’italia prenderanno il raffeddore.

Inoltre inserisco qui un articolo di Rai News24 tratto da NewsWeek. http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=78836

Wall Street Journal: Italia nell’angoscia. Newsweek: colpa del ‘fattore dolce vita’ E ‘l’altra faccia di quella che il Wall Street Journal definisce l’ “angoscia italiana”. “Le imminenti elezioni politiche – scrive oggi il quotidiano americano – creano confusione nelle sale di consiglio delle aziende nazionali. E gli investitori sono giustamente preoccupati”. Esemplare il caso Alitalia: le trattative con Air France vanno avanti affrontando “turbolenze”, e le aziende a partecipazione statale, anche quelle che vanno molto bene come Eni, Enel e Finmeccanica, vivono una fase di totale incertezza sui successori degli attuali vertici. “Una triste storia”, conclude il Wsj, che dimostra “come le grandi industrie italiane restino in mano a poche famiglie ereditarie o a governi instabili”.Non va per il sottile Newsweek di questa settimana: “Agonia ed estasi. L’Italia funziona a malapena. Eppure il suo popolo è felice. Come si spiega?”. Imbarazzante la copertina del settimanale, l’ennesima foto dell’immondizia nelle strade campane, e il titolo a caratteri cubitali: “La confusione dell’Italia”.L’analisi di Newsweek, tuttavia, non si ferma all’emergenza rifiuti: si parla anche della storia infinita delle maree che minacciano Venezia, del debito pubblico inarrestabile, di un Paese che non cresce e sul quale pesano gli interventi del Vaticano nell’agenda politica. Il futuro? A voler essere ottimisti, per lo meno incerto, visto gli Italiani si trovano di fronte l’alternativa poco definita ancora del “dopo-Prodi” e il ritorno come premier di Berlusconi, “tycoon-showman”. “Come è possibile – si chiede Newsweek – che un Paese così delizioso si sia ridotto in tali disastrate condizioni politiche ed economiche?”.Una prima, parziale risposta deriva da quello che Newsweek definisce “dolce vita factor”: gli Italiani amano la vita e se la godono dimenticando problemi irrisolti da anni e confidando nello ‘stellone’ nazionale. L’Italia è come il protagonista del film ‘Caos calmo’, un vedovo seduto sulla panchina di un parco, dedito alla buona tavola e spettatore del mondo che cambia, in perenne attesa del “colpo di genio”.Insomma, per Newsweek l’Italia resta “una nave tra i marosi che miracolosamente evita il disastro. Ma fino a quando? Il Paese è nel caos e rischia di diventare, se non lo è già, la parte più disastrata d’Europa, economicamente, politicamente e socialmente”. Non l’aiuta, paradossalmente, il resto del mondo, affascinato dalla sua invidiabile posizione geografica, dal patrimonio d’arte e cultura. All’estero, l’Italia piace anche così, lascia capire Newsweek, e questa indulgenza vale al paese una sorta di status speciale che se in passato è stata la salvezza, ora potrebbe diventare un limite.

Ne avevo gia ampiamente parlato (crf  https://nickfree.wordpress.com/2007/11/14/settembre-2007-crack-mutui-subprime/ ), certo in italia si soffre di problemi strutturali di oltre un decennio mai risolti, non è colpa ne della destra ne della sinistra ma della “bella vita”. Non è colpa del solo governo ma  anche dell’imprenditoria, degli operari. L’italia è rimasta economicamante al 1998 in dieci anni non ha investito in ricerca e innovazione e sviluppo. Un esempio  classico che ho toccato, e tocco tutt’ora con mano nel mio lavoro: Un cantiere navale attivo sul mercato dal 1992 credo non ha ad oggi nemeno un Programma per la contabilita, l’amministratore della società e il piano industriale non prevede investimenti in informatica nei prossimi 3 anni,solo in macchime per ufficio (PC). Personalmente, di mia iniziativaho conseganto un progetto del sistama informativo per l’azienda un anno fà di mia spontanea volontà ed a Ottobre  l’amministratore mi ha detto testuali paorle “prima o poi ci dò un’occhiata”, Non c’è una cultura dell’informazione dell’innovazione, c’è piuttosto una cultura del risparmio che porta ha effettuare acquisti da basso costo per riparmiare che magari nel corso dell’anno vengono effettauati 4 volte tanto sul solito oggetto (es: acquisti di stampante in base all’esigenze dell’azienda e non al prezzo del prodotto). Non sapendo che se investo in un immobile in maniera corretta si hanno  minori costi in futuro e anche meno fermi macchiana e tempo sprecato il tempo ha un costo per l’impresa. Manca una gestione dell’impresa diversa. Non parliemo dello stato che tutti cittadini e imprese se possono ci “mangiano” su.

Cosa vuoi che sia se “frego” una risma di carta e/o se spreco della carta per farmi le fotocopie di un libro intero di 500 pagine, chi se ne accorge (la collettività!!) per non raccontare altro…

I lavori in una strada si fanno 2,3..5 o più volte e si butta denaro per i lavori pubblici, si scava 10 volte e si asfalta 15…

Troppe parole sono state spese non c’è più voglia di fare sistema. Non c’e più il miracolo italiano. Sembra che siamo arrivati un cima alla piramide e adesso ci siamo adagiati, e sempre colpa del governo e delle leggi, forse è colpa di noi italiani che non abbiamo voglia di crescere e di non fare sacrifici. 

Vedi i rifiuti in campania, le strade , le infrastrutture inesistenti, le ferrovie che non decollano…. il nucleare è stato un bello sbaglio: per paura delle radiazioni e delle scorie, quando le centrali l’abbiamo ha 10 metri da casa nostra sul confine, quanti problemi in 10 anni mai risolti (negli anni 50 hanno costruito le infrastrutture in 10 anni le autostrade italiane). la Spagna è cresciuta e noi… non è colpa di questo governo ma di tutti i governi. 

Bisogna avere il coraggio di prendere decisioni contro corrente dialogando con chi la pensa diversamente non essere, oltransisti ma costruttivi, democrazie è questo: es Tav e Tranvia  nel centro di Firenze. Siamo il paese del Si/No, Sinistra/Destra. Divisi a meta l’uno contro l’altro. Se la politica e le persone imparassero ha ascoltarsi senza vietare cioè consigliare, bisogna pretendere e dare. in una parola essere Costruttivi. 

Nickfree  

  

   

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