Settembre 2007 – Crack Mutui Subprime

 

Questo articolo  lo avevo scritto poco tempo fa ma non lo avevo mai reso pubblico. Lo faccio adesso: 

17 settembre 2007 

E da un po’ di tempo che lo sto dicendo da perfetto ignorante in materia che si può avere una crisi  immobiliare,  ma l’uomo non impara mai dalla storia: i prezzi (delle case intendo, affitti e non ) non si possono tirare all’infinito, per chi non lo sapesse sono alla base del sistema bancario e grazie a quelle che le banche concedono i fidi (Fiducia), mutui e prestiti  agli invertitori  medio e lungo termine. Poco tempo fà ho visto in un Telegiornale un esperto economista enunciare:  la crisi immobiliare non sia attua se con si sono tre fattori in contemporanea: 

  1. Crisi dei Mutui
  2. Inflazione al 10%
  3. Insolvenza (indebitamento)

Per adesso abbiamo la crisi dei mutui e l’inflazione 10% non c’e ma questo dato  macro-ecomomico invece il dato importante  quello che non possiamo registrare l’economia reale, cioè l’inflazione vera il reale l’aumento dei prezzi e l’insolvenza della famiglie che pero i segnali ci sono. In autunno aumenteranno della pasta, e dei beni di prima necessità delle materie prime (petrolio in primis 80-81 dollari al barile oggi) l’Italia ha differenza di altri paesi dipende intermente dal petrolio e idrocarburi per l’approvvigionamento energetico e per le scelte del passato e i costi per le famiglie dei vivere sociale: es aperitivi,  cene ecc. alle stelle. I governi possono far poco, ma possono vigilare sulla concorrenza e sul mercato e le speculazioni. Negli anni trenta e fino al 70-80  intervenivano direttamete con i prezzi “politici” cioè imposizione dei prezzi per un controllo dell’economia, ma adesso non lo fanno più per la scelte della libero mercato e della concorrenza. L’aumento sconsiderato dei prezzi al passaggio della lira-euro non dovuto ha congiunture macro-ecomomiche ma a speculazioni e furberie.. dei commercianti.

Un esempio: il pane aumentò del 50 % a gennaio 2002 rispetto ha dicembre dell’anno precedente e una altro aumento del 50 percento fu fatto al agosto ed a dicembre in totale in pezzo di pane al kilo in media costava 500-1000 lire  e schizzato a 1 euro (1936,27 lire) gennaio 2002 ed a 1,50 – 2,50 dicembre 2002. Poi c’è un dato importante dal 11 settembre 2001 si è avuta una crisi mondiale senza precedenti. Solo adesso sia vertono timidi spiragli di ripresa: Italia stimata al 1,6 per il 2008 dal  Fondo Monetario Internazionale dopo 5 anni di crescita  zero nonostante gli investimenti nel mercato immobiliare, in Italia che secondo alcuni servivano per tirare su l’economia…(questo negli anni 40-60 andava bene ma oggi..) ma bisogna investire in capitale umano non capitale immobiliare se investiamo sull’uomo e nelle sue specializzazioni di più alto livello “culturale” che invece in lavori di manovalanza. Investire in innovazione son solo di Progetto o del Bene ma di Processo (nella Produzione) e qui entrano in gioco i sindacati e lavoratori e i contratti Nazionali con premi alla Produttività ecc. licenziamento)  come risorsa finanziaria che sua volta investirà in immobili e l’economia girerà ugualmente con più vigore o forse meno, avremmo meno debiti per le famiglie e non si avranno crack del immobiliare eccessivi a prezzi di costo più contenuti degli immobili che avranno effetto su mutui meno cari e di minore durata, affitti più abbordabili quindi meno costi e oneri per le famiglie e più incentivi al consumo e un micro-ecomomia e inflazione reale bassa, e investimenti. nel medio termine.  Il pericolo che ne deriva dalla crisi e che porti all’insolvenza di liquidità delle banche nel 29 le banche non avevano i soldi da dare ai propri correntisti per questo nacquero i fondi di garanzia che ogni banca oggi possiede, ma che si traduce in immobilizzazione all’atto pratico. Non sono molto fiducioso ma nemmeno ottimista. Quando il mercato immobiliare mette al quinta c’ è sempre il rischio di crack all’orizzonte, in Italia poi a differenza che in Usa non vi e un mercato immobiliare (affitti e acquisti) fluido nel senso del termine proprio e una economia che ha ottime probabilità di ripresa. La facilità di  trovare casa a prezzi abbordabili almeno fino ha qualche anno fa senza indebitare le famiglie, che sono costrette a volte a prendere dei “pagerò” per vivere. Il rallentamento della crescita americana, dopo la crisi del 11 settembre dopo la ripresa dell’economia mondiale era aumentata  fino a un 4% conto un 2% dell’ Euro zona e un  0,001% dell’Italia, è dovuto alla crisi immobiliare e alla bolla speculativa innescata, spero che nel “Bel Paese” non succeda ma i prezzi degli immobili non possono andare avanti all’infinito. E la nostra economia non ha avuto alle spalle una crescita del  4% non posso pensare come puo andare a finire… 

La crisi dei mutui

La crisi dei mutui subprime americani che ha fatto precipitare le borse internazionali nelle settimane scorse, offre l’occasione anche per una riflessione sul mercato dei mutui bancari in Italia.  E ciò che emerge è che anche nel “Bel Paese” il rischio è che ci si ritrovi ad un eccesso di credito troppo “facile” da conseguire. L’illusione che acquistare un immobile  e/o beni di lago consumo possa essere cosa da poco contraendo un semplice mutuo o prestito, da un lato favorisce l’incremento del mercato immobiliare, ma dall’altro espone molte famiglie al rischio della bancarotta. Lo ha dimostrato nei giorni scorsi l’agenzia di stampa Adnkronos, che con un’accurata inchiesta ha rivelato quanto sia facile al giorno d’oggi indebitarsi. Bastano pochi click. Con una sola busta paga, inoltrate simultaneamente le richieste a tre finanziarie e dichiarata l’esistenza di altri finanziamenti, è stata ottenuta l’autorizzazione a tre prestiti per una vacanza, l’acquisto di un auto e la ristrutturazione di una casa. Rispettivamente, 10.000 euro in 48 rate da 254 euro, 20.000 euro in 84 rate da 292, 30.000 euro in 84 rate da 437. In totale, fanno 60.000 euro con una rata mensile complessiva di 983 euro e 13.437 euro di interessi.  Un costo non indifferente, soprattutto se l’unico stipendio previsto dalla simulazione è una busta paga di appena 1.600 euro al mese. Insomma, i conti non tornano e la bancarotta in questo caso sembra assicurata. Ciò che più preoccupa è che tutto questo non è illegale. E per i tanti lavoratori precari che non hanno una busta paga fissa ma che ambiscono ugualmente all’acquisto di una casa o di un altro bene, c’è comunque la possibilità di contrarre mutui con la stessa velocità.   

Per comprare una casa servono mediamente 20 anni di stipendio

Questo è quanto si evince da una indagine condotta dal Cresme. Ebbene, se fino a 40 anni fa, “bastavano” tre anni di stipendio per poter permettersi di acquistare una abitazione propria (almeno per chi guadagnava bene), cinque per chi aveva uno stipendio medio e nove per chi aveva un reddito basso, oggi il tempo di attesa è più che raddoppiato. Chi ha un reddito medio basso (18.300 euro netti) oggi deve mettere in conto 21,4 anni di stipendi (contro i 9 del ‘65), ma anche gli altri non se la passano bene. Con 34mila e 600 euro ci vogliono quasi dieci anni di buste paga (ce ne volevano 5,1). E anche i “benestanti” oggi devono lavorare sei anni di più dei loro padri per mettere su casa (9 contro 3 anni del ‘65).Frutto di un mercato, quello immobiliare, che negli ultimi anni ha innestato la quinta e fatto registrare un boom di prezzi senza precedenti. Di pari passo sono aumentate anche le durate dei mutui. Una volta arrivavano fino a 20 anni, oggi addirittura c’è chi contrae mutui per una durata di quarant’anni: un’infinità.  Mio padre nel 80 ha comprato casa (ancora oggi da ristrutturare) in 10 anni ed aveva successivamente perso il pure il lavoro, ha pagato con sacrifici il  mutuo e mi potevo permettere di andare a cena fuori con gli amici a 18-20 anni tutti i sabati sera anche se studiavo e dovevo mettere pure da parte i soldi per pagare il mutuo , oggi con questi prezzi credo che non mi permetto di comprare casa e di indebitarmi sino alla fossa e lasciare caso mai, un debito hai miei figli da pagare.     

Nicol Fava 

LinkIl Sole 24 Ore – Mutui subprime vs Crisi del ’29. Le ultime parole famose di ieri e di oggi
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/09/ultime-parole-famose.shtml?uuid=0f8cb4f4-6513-11dc-97fc-00000e251029&DocRulesView=Libero

WallStreet Italia e TrendOnline

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=498243 
http://www.trend-online.com/?stran=izbira&p=prp&id=164026

Surviving the Crash
http://survivingthecrash.blogspot.com/2007/11/recession.html

La Bolla Speculativa

Housing Bubble vs. Great Depression

2 risposte a Settembre 2007 – Crack Mutui Subprime

  1. […] avevo gia ampiamente parlato (crf  https://nickfree.wordpress.com/2007/11/14/settembre-2007-crack-mutui-subprime/ ), certo in italia si soffre di problemi strutturali di oltre un decennio mai risolti, non è […]

  2. […] Be certo che per essere io un semplice cittadino non si puù dire certo che non avevo ragione vedi mio precedente articolo sulla crisi dei mutui immobiliari. […]

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