The next President of Usa

novembre 6, 2008
Barack Obama - 44° Presidente degli Stati Uniti.

Barack Obama - 44° Presidente degli Stati Uniti.

Barack Obama è il 44° presidente degli Stati Uniti d’America.

Molte cose sono state scritte su di lui. In Italia e in Europa e nel mondo Arabo, semplici cittadini o politici di qualsiasi credo, hanno condiviso durante la campagna elettorale, le sue idee, il suo pensiero. Adesso, che tutti speravano in nella sua elezione, quella euforia dietro ai suoi ideali, possa tradursi in fatti e non solo in parole.

Il suo motto, è  Change We Need,  la parola più importante è We che significa Noi, che sta proprio al centro della frase, e alle estremità ci sono il cambiamento la necessità di farlo.

Per questo non può farlo da solo, lui Obama avra gli strumenti per attuare questo cambiamento, ma Noi da cittadini del mondo non dobbiamo solo sostenerlo ma aiutarlo. Non aspettiamoci chissa quale rivoluzione, dobbiamo essere tutti cittadini del mondo, artefici del cambiamento del nostro stile di vita, nel rapporto con gli altri, nelle vita, nelle nostre città, nelle economia ecc. e non solo i grandi ricchi, ma tutti, borghesi operai e datori di lavoro, affittuari, calciatori, bidello, colf, cameriere, barista, commerciante, …. tutti il popolo di questo Mondo. 

We are the World, (Great Song)

Ognuno di Noi è parte di questo Mondo e deve anteporre a ogni sua azione, non il suo interesse ma l’interesse della nazione del Mondo, speciamante nei rapporti con gli altri per il lavoro che svolge, o il servizio che rende ha un influneza sulla vita reale, presente e futura di una nazione, o un popolo.

Se analizzate con attenzione ogni vostro comportameto nella vita di ogni giorno, il vostro lavoro, la vostra vita sociale non troverete niente che non sia strettamente legato alla vita di una altra persona, sia nel campo ecomomico, commerciale, educativo e sanitario…

Yes, we can”

Per quanto riguara l’Italia ho scritto molto sulla vita sociale, e politica in passato in queste pagine, mi merito solo a questa traduzione di un discorso di Obama:

In una settimana, voi potete mettere fine alla politica che divide il Paese pur di vincere un’elezione, che mette regioni contro regioni, città contro città, repubblicani contro democratici, che ci offre paura in un tempo nel quale abbiamo bisogno di speranza”.
Non c’è nessuna ragione per cui non possiamo fare di questo secolo un altro secolo.
Occorre una nuova direzione, una nuova politica, che mobiliti i nostri spiriti migliori e non i nostri peggiori istinti. Non abbiamo bisogno di un governo più grande o più piccolo, ma di un governo migliore e più competente. Una settimana per scegliere la speranza sulla paura, l’unità sulla divisione, la promessa del cambiamento sul potere dello status quo, per ritrovarci insieme come una nazione ed un popolo e raccontare ancora una volta la nostra storia migliore.

Quanto queste dichiarazioni sono aderenti alla nostra realtà italiana, la politica e le sue scelte, soprattutto destra e sinistra, tangentopoli che non è mai finita ed sempre esistita, muro contro muro, ed anche per la storia di un recente passato che tornato alle cronache con il Film Miracolo a S. Anna .

Io ho sperato nelle recenti elezioni un cambamento ma è avvenuto solo in parte; sono scoparsi dalla vita politica gli estremi ed il signori del no, del contrario di  tutto e del non fare dei diritti ma dei pochi doveri, ma siamo arrivati ad una cultura del non ascoltare, dobbaimo imparare ad ascoltare comprenderci, e incontrarci.

“The difference between what we do and what we are capable of doing would suffice to solve most of the world’s problem.” - “La differenza tra ciò che facciamo e ciò che siamo capaci di fare sarebbe sufficiente a risolvere la maggior parte dei problemi del mondo.” – Gandhi

Per cambaire il mondo, un paese e una nazione, si inizia a cambiare noi stessi con le nostre azioni siamo gli artefici del cambiamento, delle rivoluzioni, solo La gente può cambiare. (cfr. articolo 27 nov 2007).

Nickfree


Settembre – Crisi Mutui Subrime (2)

ottobre 7, 2008

L’onda lunga della crisi dei mutui subrime, si fa ancora sentire e lungi da essere finita, tutti gli analisti incolpano i mercati finanziari delle banche Usa, aumento delle materie prime, petrolio in primis, è ha dir poco stupido. sicuramente centrano e come, ma anche noi abbaimo fatto del nostro meglio..

Il mio professore di economia alle scuole superiori mi diceva sempre che non si può vivere in un mondo di debiti, il debito non crea ricchezza e altra cosa importante il valore degli immobili non deve mai essere eccessivo vedi crisi ’29. (vedi mio post precedente sui mutui suprime nella categoria finanza).

Oggi abbiamo bisogno di liquidità, per coprire mutui non pagati e far ripartire il sistema, cioe di ricchezza vera reale, non mattone, oro ecc, ma soldi stampati, euro o dollaro che siano.

Come lo fanno le banche centrali immetendo liquidita stampando carta moneta, creando a sua volta debito…

Ma non sapete che noi dobbiamo riconseganre i soldi che la FED e BCE immettono sul mercato + gli interessi, questo si chiama Signoraggio e che lo paghiamo con il debito pubblico ( http://www.signoraggio.com/signoraggio_ilsignoraggio.html). In più c’è la Riserva Frazionaria (http://www.signoraggio.com/signoraggio_lariservafrazionaria.html). che permette alle bance di prestare banconaote,  senza equivalente valore, quindi una ricchezza fasulla.

Ecco un video che spiaga l’economia monetaria:

ZEITGEIST – ADDENDUM parte 1 e 2

Il Signoraggio

Quindi più la durata dei mutui sugli immobili si allunga più c’è il riscio di insolvibilità del cliente, e del crack della banca, ma se la BCE e FED non emettono liquidità. Chi salva la Banche che sono enti privati di diritto pubblico, lo Stato con i soldi pubblici (Imposte e Tasse).  Come è gia successo nella crisi del ’29, se i soldi lo stato no li ha, li chiede alla Banca Centrale che ha sua volta emette monete in cambio obbligazioni di titoli di stato.

La verità è che qualsiasi stato dovrebbe battere moneta per propio conto.

“Credo sinceramente che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà degli eserciti nemici schierati. Il potere di emissione dovrebbe essere sottratto alle banche e restituito al popolo, al quale giustamente
appartiene.” – Thomas Jefferson

Un giorno, alcuni funzionari della Banca d’Inghilterra chiesero a Franklin come potesse spiegare la ritrovata prosperita della colonie, ed egli rispose senza indugi:
“E’ semplice. Nelle colonie stampiamo la nostra moneta, chiamata certificato provvisorio coloniale. La emettiamo in quantita appropriate rispetto alla domanda del commercio e dell’industria per far si che i prodotti passino facilmente dal produttore al consumatore. In questo modo, creando noi stessi la nostra cartamoneta, ne controlliamo il potere d’acquisto e non dobbiamo pagare interessi a nessuno.” – Benjamin Franklin

I ricchi ricchi diventeranno ancora più ricchi e i pover sempre più poveri.

Le banche non vendono ha prezzi stracciati le case ipotecate perchè? per coprire i loro debiti senza battere moneta che genera a sua volta inflazione.  Questo è successo nel 1929 e l’abbassamento dei prezzi delle case è dovuto ha questo.

Per un futuro vogliamo nuove regole, battere moneta da noi stessi,  mutui e prezzi abbordabili senza indebitarsi per 40 anni (la vita medina di una uomo e 75 se escludiamo i primi venti di gioventù anzi di 30, il resto e di debiti sul collo. Gente svegliatevi in che mondo si vive…

Non sono comunista non lo sono stato mai. Voglio solo delle regole precise e vivere una vita normale e non piena di debiti. Per fotuna ne ho sempre fatti pochi.

Dov’ è la mia Libertà: quando prendo un aperitivo al bar  lo pago 8 euro e comprarmi il pane,  lo pago 5 euro mi sembra un po eccessivo.  E arrivato il momento di cambiare il sistema monetario non quello ecomomico, quello monetario.

“Se la nostra Nazione può emettere un’obbligazione da un dollaro, può emettere una banconota da un dollaro. L’elemento che rende valida l’obbligazione rende valida anche la banconota. La differenza tra l’obbligazione e la banconota è che l’obbligazione permette agli agenti finanziari di ottenere due volte il valore dell’obbligazione più un 20% mentre la banconota non ripaga nessuno se non coloro che riescono in qualche modo a contribuire direttamente.”
“E’ assurdo dire che il nostro paese può emettere 30 milioni di dollari in obbligazioni, e non 30 milioni di dollari in valuta. Entrambe sono promesse di pagamento: una però ingrassa gli usurai mentre l’altra aiuta la popolazione.” – Thomas Edison

Rilettete leggetevi questo articolo molto lungo, ma molto interessante: I Signori del denaro (pfd 345kb)

E visualizzatevi questo video su la grande truffa.

Scommetto che la prossima soluzione sara una costituzione di una moneta globale, controllata dal Fondo Monetario Internazionale.


Il Mattone che ha distrutto il mondo

aprile 18, 2008

RALLENTA IL MATTONE TRICOLORE

fonte http://money.it.msn.com/casa/compravendita/articolo.aspx?cp-documentid=7868242

Meno male che rallenta io spero, che non imploda su se stesso, ma almeno che ci sia un drastico calo del costo di affito e del costo di acquisto della casa, che si arrivi ad una più equa ripartizione dei costi e di  valutazione degli immobili così da abbassare anche la durata dei mutui e uno stabilizzazione della crisi finanziaria quindi a un minor tasso erogato dalle banche,  e di conseguenza un maggiore crescita dei consumi, in quanto l’affitto o la rata mutuo coprono circa in media il 60% dello stipendio.

Negli Stati Uniti come in Italia si è avuta in questi ultimi anni la più imponente crescita del valore degli immobili. In questa immagine è raccolta la variazione di valore rapporatato all’andamento dell’inflazione e degli stipendi del mercato americano da 1800 al 2002:

 Prezzi Case

L’aumento del caro mutuo è dovuto sia al fattore euro o banche, ma soprattutto alla speculazione  sui prezzi degli immmobili (vedi suprime in america) che ha portato a una sovravalutazione degli immobili, con la relativa crisi.

Nella immagine successiva la percentuale di prezzo casa per famiglia. fonte http://www.ixis-cib.com/

Percentuale prezzo Casa Salari

Inserisco due articoli che ho trovato nella reta e che condivido, specialmente il secondo.

Il mattone non salva l’economia come nel caso di una ecomomia globalizzata, forse in una ecomomia in ripresa sicuramante si, come nel secondo dopoguerra… inserisco qui i due articoli.

IL NEGATIVE EQUITY

“Le case non calano mai”, “I soldi dell’affitto sono buttati via”, “Faccio un mutuo a tasso variabile, così la rata è più bassa, in banca mi hanno assicurato che i tassi non aumenteranno”, “Eppoi se le cose si dovessero comunque mettere male, vendo la casa e me ne vado tranquillo in affitto”. Quante volte si sentono queste frasi da chi ha appena comprato un immobile, oppure da chi si accinge a farlo. Certamente l’acquisto di una casa meriterebbe dei ragionamenti più approfonditi, specialmente riguardo agli aspetti finanziari dell’operazione, ma spesso non è così. E’ più facile uniformarsi al “quello che tutti dicono”, al “gregge-pensiero”, vox populi vox dei. Ma non tutti sono d’accordo … contimua

IL MATTONE CHE HA DISTRUTTO IL MONDO

Chi ha letto i giornali in questi anni potrebbe aver riconosciuto in questo titolo dell’ironia nei confronti di un famoso articolo comparso un anno fa su di una famosa rivista italiana che, a sua volta, riprendeva il titolo di un articolo dell’”Economist”. In generale, poi, da parte di molti mezzi di informazione in questi anni, e non solo in Italia, si è spesso visto, letto o semplicemente sentito che, in un momento in cui l’economia era stagnante, “il mattone ha salvato l’economia”.
Articoli del genere sono, a nostro avviso, del tutto fuorvianti, poichè è invece accaduto esattamente il contrario …  continua


Risultati Elezioni Politiche 2008

aprile 15, 2008

Visti i risultati delle elezioni politiche, e la somiglianza di programmi elettrorali aupico un rapporto cotruttivo tra maggiornza e opposizione, in quanto sono venute ha amancare le estremità che in questi 15 anni hanno portato alla non governabilità del paese, credo sia il momento in cui vadano fatte le scelte per il paese, e non più di parte con un logica di sviluppo e incetivazione ai giovani, me compreso… ma questo non dipende solo dal governo e opposizione, enti locali, ma anche da imprenditori medio piccoli e lavoratori… ogniuno deve fare la sua parte.  

Spero si facciano le tanto auspicate riforme elettorali a grande maggiornaza dei 2/3 del parlamanto sia della riforma elettorale che della seconda parte della costituzione. Senza colpi di maggiornza perche le regole dello stato e del virere civile si cambiano insieme.

Auguro a Berlusconi e Veltroni di operare con sintonia anche se si trovano in schieramenti opposti, senza arroganza, questo porterebbe a una nuova fiducia della gente nella politica e un nuovo corso per il paese, e magari un nuovo “miracolo italiano”.


Crisi Finanziaria

marzo 17, 2008

Alan Greenspan dalle pagine del Financial Times:

E’ la piu’ grave crisi dalla fine della seconda guerra mondiale. La crisi, aggiunge Greespan, a capo della Fed dal 1987 al 2006, “finira’ quando i prezzi delle case si stabilizzeranno e con essi anche i prezzi dei prodotti finanziari collegati ai prestiti ipotecari”.

(http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=79708

Be certo che per essere io un semplice cittadino non si può dire certo che non avevo ragione vedi mio precedente articolo sulla crisi dei mutui immobiliari.

Il miglior modo per avitare crisi di questo tipo in futuro è avere un controllo del mercato immobiliare ed evitare che i prezzi delle case schizzino in alto per speculazioni. La valutazione di un immobile deve avere dei parametri ben precsi, visto che il mercato immobilare è alla base dell’economia di mercato, la concorrenza si attua solo se ci sono regole precise e ripettate.

In Italia il problema è ancora più ampio. Vi sono problemi legati a costi alti di affitti di immobili sia ad uso commerciale che abitativo, un costo enorme per l’energia (che è dovuta in parte dal petrolio) che si traduce in prezzi al consumo altissimi, dovuti sopratutto anche al costo di trasporto, nel 1980 avessimo optato per il nucleare, avremmo certamente una bolleta meno cara, se si spostasse il trasporto in prevalenza “su gomma” a rotaia e via aerea o mare almeno per le grandi distanze maggiori della provinciao regione, i costi di produzione calerebbero certamente.

Non è vero come sostengono alcuni che, se l’economia ha prestiti al consumo è una ecomomia solida, è solida solo se c’è crescita economica come nel dopoguerra. Ma adesso il credito al consumo è sintomo di una ecomomia malata che consuma e si indebita, sino ad avere problemi di liquidità. Quando acquistiamo elettronica di consumo ecc., e facciamo ricorso eccessivo al prestito al consumo significa che siamo, vicini al rischio di insolvenza delle famiglie.

Chiunque vada al governo deve risolvere il problema dell’energia in Italia, dei costi di trasporto e delle infrastrutture, ferrovie ecc., questi sono i problemi reali degli italiani da cui dipendono tuttto il resto.

Io sono ha favore del Nucleare anche se per il Referendum votai di SI (abrogativo) nel 1987. Bisogna fin d’adesso investire non solo in risorse alternative tipo eolica,  solare, ecc. ma anche sul nucleare, più fonti avremo disponibili più saremo meno dipendenti dal petrolio e dalle sue speculazioni.  


Italia ed economia mondiale

febbraio 21, 2008

Credo che sia inevitabile la recessione come ho gia scritto in un post precedente vedi credo che siamo molto vicini,  l’inarrestabile prezzo del petrolio che pesa moltissimo sulle nostre bilance econimiche, soprattutto per i trasporti 90% e su gomma, e poi il fabbisogno energetico e tutto legato al petrolio, per l’energia elettrica, non abbiamo fonti rinovabili e nucleare che ci avrebbero diminuito di molto la bolletta energetica, i mutui e affitti troppo pesanti che influiscono sull’economia delle famiglie e di chi sta solo, il costo immobiliare è troppo alto.

Un ecomomista americano che aveva predetto la recessione e la crisi dei mutui, ha dichiarato che Se gli usa (1/4 dell’economia mondiale) sono in recessione sicuramente anche gli altri paese ne risentirano, l’ha spiegato con una metafora, se gli usa prendono uno starnuto sicuramente l’europa e l’italia prenderanno il raffeddore.

Inoltre inserisco qui un articolo di Rai News24 tratto da NewsWeek. http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=78836

Wall Street Journal: Italia nell’angoscia. Newsweek: colpa del ‘fattore dolce vita’ E ‘l’altra faccia di quella che il Wall Street Journal definisce l’ “angoscia italiana”. “Le imminenti elezioni politiche – scrive oggi il quotidiano americano - creano confusione nelle sale di consiglio delle aziende nazionali. E gli investitori sono giustamente preoccupati”. Esemplare il caso Alitalia: le trattative con Air France vanno avanti affrontando “turbolenze”, e le aziende a partecipazione statale, anche quelle che vanno molto bene come Eni, Enel e Finmeccanica, vivono una fase di totale incertezza sui successori degli attuali vertici. “Una triste storia”, conclude il Wsj, che dimostra “come le grandi industrie italiane restino in mano a poche famiglie ereditarie o a governi instabili”.Non va per il sottile Newsweek di questa settimana: “Agonia ed estasi. L’Italia funziona a malapena. Eppure il suo popolo è felice. Come si spiega?”. Imbarazzante la copertina del settimanale, l’ennesima foto dell’immondizia nelle strade campane, e il titolo a caratteri cubitali: “La confusione dell’Italia”.L’analisi di Newsweek, tuttavia, non si ferma all’emergenza rifiuti: si parla anche della storia infinita delle maree che minacciano Venezia, del debito pubblico inarrestabile, di un Paese che non cresce e sul quale pesano gli interventi del Vaticano nell’agenda politica. Il futuro? A voler essere ottimisti, per lo meno incerto, visto gli Italiani si trovano di fronte l’alternativa poco definita ancora del ”dopo-Prodi” e il ritorno come premier di Berlusconi, “tycoon-showman”. “Come è possibile – si chiede Newsweek – che un Paese così delizioso si sia ridotto in tali disastrate condizioni politiche ed economiche?”.Una prima, parziale risposta deriva da quello che Newsweek definisce “dolce vita factor”: gli Italiani amano la vita e se la godono dimenticando problemi irrisolti da anni e confidando nello ‘stellone’ nazionale. L’Italia è come il protagonista del film ‘Caos calmo’, un vedovo seduto sulla panchina di un parco, dedito alla buona tavola e spettatore del mondo che cambia, in perenne attesa del “colpo di genio”.Insomma, per Newsweek l’Italia resta ”una nave tra i marosi che miracolosamente evita il disastro. Ma fino a quando? Il Paese è nel caos e rischia di diventare, se non lo è già, la parte più disastrata d’Europa, economicamente, politicamente e socialmente”. Non l’aiuta, paradossalmente, il resto del mondo, affascinato dalla sua invidiabile posizione geografica, dal patrimonio d’arte e cultura. All’estero, l’Italia piace anche così, lascia capire Newsweek, e questa indulgenza vale al paese una sorta di status speciale che se in passato è stata la salvezza, ora potrebbe diventare un limite.

Ne avevo gia ampiamente parlato (crf  http://nickfree.wordpress.com/2007/11/14/settembre-2007-crack-mutui-subprime/ ), certo in italia si soffre di problemi strutturali di oltre un decennio mai risolti, non è colpa ne della destra ne della sinistra ma della “bella vita”. Non è colpa del solo governo ma  anche dell’imprenditoria, degli operari. L’italia è rimasta economicamante al 1998 in dieci anni non ha investito in ricerca e innovazione e sviluppo. Un esempio  classico che ho toccato, e tocco tutt’ora con mano nel mio lavoro: Un cantiere navale attivo sul mercato dal 1992 credo non ha ad oggi nemeno un Programma per la contabilita, l’amministratore della società e il piano industriale non prevede investimenti in informatica nei prossimi 3 anni,solo in macchime per ufficio (PC). Personalmente, di mia iniziativaho conseganto un progetto del sistama informativo per l’azienda un anno fà di mia spontanea volontà ed a Ottobre  l’amministratore mi ha detto testuali paorle ”prima o poi ci dò un’occhiata”, Non c’è una cultura dell’informazione dell’innovazione, c’è piuttosto una cultura del risparmio che porta ha effettuare acquisti da basso costo per riparmiare che magari nel corso dell’anno vengono effettauati 4 volte tanto sul solito oggetto (es: acquisti di stampante in base all’esigenze dell’azienda e non al prezzo del prodotto). Non sapendo che se investo in un immobile in maniera corretta si hanno  minori costi in futuro e anche meno fermi macchiana e tempo sprecato il tempo ha un costo per l’impresa. Manca una gestione dell’impresa diversa. Non parliemo dello stato che tutti cittadini e imprese se possono ci “mangiano” su.

Cosa vuoi che sia se “frego” una risma di carta e/o se spreco della carta per farmi le fotocopie di un libro intero di 500 pagine, chi se ne accorge (la collettività!!) per non raccontare altro…

I lavori in una strada si fanno 2,3..5 o più volte e si butta denaro per i lavori pubblici, si scava 10 volte e si asfalta 15…

Troppe parole sono state spese non c’è più voglia di fare sistema. Non c’e più il miracolo italiano. Sembra che siamo arrivati un cima alla piramide e adesso ci siamo adagiati, e sempre colpa del governo e delle leggi, forse è colpa di noi italiani che non abbiamo voglia di crescere e di non fare sacrifici. 

Vedi i rifiuti in campania, le strade , le infrastrutture inesistenti, le ferrovie che non decollano…. il nucleare è stato un bello sbaglio: per paura delle radiazioni e delle scorie, quando le centrali l’abbiamo ha 10 metri da casa nostra sul confine, quanti problemi in 10 anni mai risolti (negli anni 50 hanno costruito le infrastrutture in 10 anni le autostrade italiane). la Spagna è cresciuta e noi… non è colpa di questo governo ma di tutti i governi. 

Bisogna avere il coraggio di prendere decisioni contro corrente dialogando con chi la pensa diversamente non essere, oltransisti ma costruttivi, democrazie è questo: es Tav e Tranvia  nel centro di Firenze. Siamo il paese del Si/No, Sinistra/Destra. Divisi a meta l’uno contro l’altro. Se la politica e le persone imparassero ha ascoltarsi senza vietare cioè consigliare, bisogna pretendere e dare. in una parola essere Costruttivi. 

Nickfree  

  

   


La situazione di mia sorella (La Terra) non è Buona

novembre 27, 2007

Una Vera Rivoluzione:

“Solo la Gente può Cambiare” 

 

Nel comportamenti nel vivere insieme ascolate bene questo video senza soffermarvi ad alcune parole ma cogliete l’essenza, di ciò che voleva dire.   

Ne con no-global, ne con comunismo, ne con anarchici, ne con capitalismo, ne con libero mercato a tutti i costi ecc… , con l’amore e la libertà nel rispetto dell’altro e forse saremo un po più simili non uguali e ci sara più pace in questo mondo.

Ogni essere umano è simile per natura all’altro. 

Cambiamo il modello di sviluppo e il modello di vita, siamo ancora in tempo pensiamo al futuro come hanno fatto i nostri “Avi” leggete la storia. Ogni atto di una rivoluzione, indipendenza e risorgimento e di ogni importante scoperta e/o invenzione è stato pensato per il futuro e non per il presente.

Il mondo si cambia, non con grandi progetti o show, ma con la vita di tutti i giorni e le scelte di tutti di ogni giorno: politici, tutti grandi e piccoli, ma soprattutto la gente …

Il futuro lo costruiamo con il passato.

Cambiare

Non dico altro inserisco solo i link relativo 

 

Come è attuale questa canzone:

Adriano Celentano – Il Ragazzo della via Gluck Live Berlino ’94

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Settembre 2007 – Crack Mutui Subprime

novembre 14, 2007

 

Questo articolo  lo avevo scritto poco tempo fa ma non lo avevo mai reso pubblico. Lo faccio adesso: 

17 settembre 2007 

E da un po’ di tempo che lo sto dicendo da perfetto ignorante in materia che si può avere una crisi  immobiliare,  ma l’uomo non impara mai dalla storia: i prezzi (delle case intendo, affitti e non ) non si possono tirare all’infinito, per chi non lo sapesse sono alla base del sistema bancario e grazie a quelle che le banche concedono i fidi (Fiducia), mutui e prestiti  agli invertitori  medio e lungo termine. Poco tempo fà ho visto in un Telegiornale un esperto economista enunciare:  la crisi immobiliare non sia attua se con si sono tre fattori in contemporanea: 

  1. Crisi dei Mutui
  2. Inflazione al 10%
  3. Insolvenza (indebitamento)

Per adesso abbiamo la crisi dei mutui e l’inflazione 10% non c’e ma questo dato  macro-ecomomico invece il dato importante  quello che non possiamo registrare l’economia reale, cioè l’inflazione vera il reale l’aumento dei prezzi e l’insolvenza della famiglie che pero i segnali ci sono. In autunno aumenteranno della pasta, e dei beni di prima necessità delle materie prime (petrolio in primis 80-81 dollari al barile oggi) l’Italia ha differenza di altri paesi dipende intermente dal petrolio e idrocarburi per l’approvvigionamento energetico e per le scelte del passato e i costi per le famiglie dei vivere sociale: es aperitivi,  cene ecc. alle stelle. I governi possono far poco, ma possono vigilare sulla concorrenza e sul mercato e le speculazioni. Negli anni trenta e fino al 70-80  intervenivano direttamete con i prezzi “politici” cioè imposizione dei prezzi per un controllo dell’economia, ma adesso non lo fanno più per la scelte della libero mercato e della concorrenza. L’aumento sconsiderato dei prezzi al passaggio della lira-euro non dovuto ha congiunture macro-ecomomiche ma a speculazioni e furberie.. dei commercianti.

Un esempio: il pane aumentò del 50 % a gennaio 2002 rispetto ha dicembre dell’anno precedente e una altro aumento del 50 percento fu fatto al agosto ed a dicembre in totale in pezzo di pane al kilo in media costava 500-1000 lire  e schizzato a 1 euro (1936,27 lire) gennaio 2002 ed a 1,50 – 2,50 dicembre 2002. Poi c’è un dato importante dal 11 settembre 2001 si è avuta una crisi mondiale senza precedenti. Solo adesso sia vertono timidi spiragli di ripresa: Italia stimata al 1,6 per il 2008 dal  Fondo Monetario Internazionale dopo 5 anni di crescita  zero nonostante gli investimenti nel mercato immobiliare, in Italia che secondo alcuni servivano per tirare su l’economia…(questo negli anni 40-60 andava bene ma oggi..) ma bisogna investire in capitale umano non capitale immobiliare se investiamo sull’uomo e nelle sue specializzazioni di più alto livello “culturale” che invece in lavori di manovalanza. Investire in innovazione son solo di Progetto o del Bene ma di Processo (nella Produzione) e qui entrano in gioco i sindacati e lavoratori e i contratti Nazionali con premi alla Produttività ecc. licenziamento)  come risorsa finanziaria che sua volta investirà in immobili e l’economia girerà ugualmente con più vigore o forse meno, avremmo meno debiti per le famiglie e non si avranno crack del immobiliare eccessivi a prezzi di costo più contenuti degli immobili che avranno effetto su mutui meno cari e di minore durata, affitti più abbordabili quindi meno costi e oneri per le famiglie e più incentivi al consumo e un micro-ecomomia e inflazione reale bassa, e investimenti. nel medio termine.  Il pericolo che ne deriva dalla crisi e che porti all’insolvenza di liquidità delle banche nel 29 le banche non avevano i soldi da dare ai propri correntisti per questo nacquero i fondi di garanzia che ogni banca oggi possiede, ma che si traduce in immobilizzazione all’atto pratico. Non sono molto fiducioso ma nemmeno ottimista. Quando il mercato immobiliare mette al quinta c’ è sempre il rischio di crack all’orizzonte, in Italia poi a differenza che in Usa non vi e un mercato immobiliare (affitti e acquisti) fluido nel senso del termine proprio e una economia che ha ottime probabilità di ripresa. La facilità di  trovare casa a prezzi abbordabili almeno fino ha qualche anno fa senza indebitare le famiglie, che sono costrette a volte a prendere dei “pagerò” per vivere. Il rallentamento della crescita americana, dopo la crisi del 11 settembre dopo la ripresa dell’economia mondiale era aumentata  fino a un 4% conto un 2% dell’ Euro zona e un  0,001% dell’Italia, è dovuto alla crisi immobiliare e alla bolla speculativa innescata, spero che nel “Bel Paese” non succeda ma i prezzi degli immobili non possono andare avanti all’infinito. E la nostra economia non ha avuto alle spalle una crescita del  4% non posso pensare come puo andare a finire… 

La crisi dei mutui

La crisi dei mutui subprime americani che ha fatto precipitare le borse internazionali nelle settimane scorse, offre l’occasione anche per una riflessione sul mercato dei mutui bancari in Italia.  E ciò che emerge è che anche nel “Bel Paese” il rischio è che ci si ritrovi ad un eccesso di credito troppo “facile” da conseguire. L’illusione che acquistare un immobile  e/o beni di lago consumo possa essere cosa da poco contraendo un semplice mutuo o prestito, da un lato favorisce l’incremento del mercato immobiliare, ma dall’altro espone molte famiglie al rischio della bancarotta. Lo ha dimostrato nei giorni scorsi l’agenzia di stampa Adnkronos, che con un’accurata inchiesta ha rivelato quanto sia facile al giorno d’oggi indebitarsi. Bastano pochi click. Con una sola busta paga, inoltrate simultaneamente le richieste a tre finanziarie e dichiarata l’esistenza di altri finanziamenti, è stata ottenuta l’autorizzazione a tre prestiti per una vacanza, l’acquisto di un auto e la ristrutturazione di una casa. Rispettivamente, 10.000 euro in 48 rate da 254 euro, 20.000 euro in 84 rate da 292, 30.000 euro in 84 rate da 437. In totale, fanno 60.000 euro con una rata mensile complessiva di 983 euro e 13.437 euro di interessi.  Un costo non indifferente, soprattutto se l’unico stipendio previsto dalla simulazione è una busta paga di appena 1.600 euro al mese. Insomma, i conti non tornano e la bancarotta in questo caso sembra assicurata. Ciò che più preoccupa è che tutto questo non è illegale. E per i tanti lavoratori precari che non hanno una busta paga fissa ma che ambiscono ugualmente all’acquisto di una casa o di un altro bene, c’è comunque la possibilità di contrarre mutui con la stessa velocità.   

Per comprare una casa servono mediamente 20 anni di stipendio

Questo è quanto si evince da una indagine condotta dal Cresme. Ebbene, se fino a 40 anni fa, “bastavano” tre anni di stipendio per poter permettersi di acquistare una abitazione propria (almeno per chi guadagnava bene), cinque per chi aveva uno stipendio medio e nove per chi aveva un reddito basso, oggi il tempo di attesa è più che raddoppiato. Chi ha un reddito medio basso (18.300 euro netti) oggi deve mettere in conto 21,4 anni di stipendi (contro i 9 del ‘65), ma anche gli altri non se la passano bene. Con 34mila e 600 euro ci vogliono quasi dieci anni di buste paga (ce ne volevano 5,1). E anche i “benestanti” oggi devono lavorare sei anni di più dei loro padri per mettere su casa (9 contro 3 anni del ‘65).Frutto di un mercato, quello immobiliare, che negli ultimi anni ha innestato la quinta e fatto registrare un boom di prezzi senza precedenti. Di pari passo sono aumentate anche le durate dei mutui. Una volta arrivavano fino a 20 anni, oggi addirittura c’è chi contrae mutui per una durata di quarant’anni: un’infinità.  Mio padre nel 80 ha comprato casa (ancora oggi da ristrutturare) in 10 anni ed aveva successivamente perso il pure il lavoro, ha pagato con sacrifici il  mutuo e mi potevo permettere di andare a cena fuori con gli amici a 18-20 anni tutti i sabati sera anche se studiavo e dovevo mettere pure da parte i soldi per pagare il mutuo , oggi con questi prezzi credo che non mi permetto di comprare casa e di indebitarmi sino alla fossa e lasciare caso mai, un debito hai miei figli da pagare.     

Nicol Fava 

LinkIl Sole 24 Ore – Mutui subprime vs Crisi del ’29. Le ultime parole famose di ieri e di oggi
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/09/ultime-parole-famose.shtml?uuid=0f8cb4f4-6513-11dc-97fc-00000e251029&DocRulesView=Libero

WallStreet Italia e TrendOnline

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=498243 
http://www.trend-online.com/?stran=izbira&p=prp&id=164026

Surviving the Crash
http://survivingthecrash.blogspot.com/2007/11/recession.html

La Bolla Speculativa

Housing Bubble vs. Great Depression


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